domenica 2 maggio 2010

La fiera del primo di maggio

-Cosa facciamo per il primo maggio?
-Andiamo alla fiera?
-Ok, sì partiamo.

Con questo semplice dialogo si è deciso di partire per andare ad una fiera che si svolgeva nel paesino di Sesta Godano, nella provincia della Spezia.
Così si parte e dopo circa un’ora e oltre arriviamo.


·         Problema n°1:  parcheggio.
In questo delizioso posticino, non esistono veri e propri parcheggi, degni di tale nome, quindi ci si arrangia improvvisandosi novelli rallysti e si cerca di posteggiare anche su due ruote o sul marciapiede o direttamente a lato della strada, come nelle migliori tradizioni.
Noi, dopo circa 15 euro di gasolio bruciati a fare su e giù in cerca di un buco dove infilare sta’ maledetta, ci ricordiamo (come nei migliori racconti) di una stradina secondaria che raggiunge il paese da sopra (lo stradone principale passa sotto, evidentemente).
La fortuna ci assiste e troviamo il parcheggio tanto agognato a pochi passi dalla fiera.

·         Fenomenologia dei personaggi del racconto.
In questa, come un po’ in tutte le fiere in cui sono stato si possono individuare molte tipologie di personaggi che animano il fiume di persone che attraversa le vie dove si sviluppa il mercato. Tra i più diffusi ricordiamo:

-          I palestrati: ovvero ragazzoni ultra muscolosi, di solito non molto alti, di solito rasati, di solito abbronzati (qualunque sia il mese), di solito con occhialini da sole a specchio e ovviamente con indosso una magliettina ultra-aderente che lascia intravvedere la muscolatura sottostante. Questa tipologia si aggira senza mostrare interesse per ciò che li circonda preferendo essere loro il centro dell’attenzione;

-          I fashion victims: loro sono uomini e donne, indistintamente, con marchi e griffe che spuntano da ogni vestito e accessorio che indossano, li potete tranquillamente trovare nelle ore di punta nelle principali vie delle vostre città a fare il consueto struscio, ma non disdegnano ritrovi come questi per trovare qualche capo firmato (o presunto tale) da potere indossare alla prima occasione;

-          Gli ubriaconi: beh, la categoria è semplice da individuare, soprattutto nelle fiere di paese come queste, di solito sono omaccioni sopra i 100 Kg con magliette a maniche corte, di solito sul verde, seduti ai margini della strada che parlano tra loro e ai quali non frega niente di quello che succede;

-          Quelli che “ok sono venuto, ma perché l’ho fatto?”: ecco, questa è la mia categoria, di solito sono uomini che accompagnano la ragazza e che appena si ritrovano nella bolgia, alle prese con spintoni, gomitate, attese di fronte ai banchetti che ci sembrano più inutili (ma che a quanto pare sono fondamentali per chi accompagnamo) vengono colti da rimorsi esistenziali e rimpiangono di tutti i bei film che potevano vedere comodamente seduti sul divano di casa o di tutte le altre cose che potevano fare e che non hanno fatto;

-          I casi umani: categoria incredibilmente trasversale, comprende uomini e donne, giovani e meno giovani. Ieri per questa categoria ho incontrato una allegra signora dai capelli blu (non so che tinta avesse fatto ma i riflessi erano di quella tonalità), due ragazzini vestiti da cow-boy che portavano ognuno un vaso di fiori e un allegro ragazzone che poteva rientrare benissimo nella categoria degli ubriaconi ma per via dei baffoni  alla Chuck Norris e al cappello di paglia l’ho voluto inserire qui.

Tutto sommato una bella giornata.

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