Ancora qui a parlare di Eurofestival, ancora una volta a rimuginare su quella che sarebbe potuta essere una finale con i botti ma che invece anche qui in questa competizione transnazionale si riduce a una lunga vetrina di cantanti neomelodici usciti direttamente dagli anni '80 e '90.
Certo, c'è la speranza per alcune eccezioni, ma si sa, la speranza si trasforma spesso in delusione e quindi meglio prepararsi psicologicamente a un diluvio melenso di "sole, cuore, amore".
Dicevamo, ieri sera seconda semifinale, dove si sono sfidate nazioni quasi tutte provenienti dall'ex blocco sovietico, ma anche i Paesi Bassi, il Portogallo, Malta, Svezia e Turchia.
Serata di livello medio basso se paragonata alla prima semifinale con qualche piccola gemma che purtroppo anche questa volta non è stata premiata.
Una di quelle che ce l'ha fatta ma che ha diviso un po' nella critica è la Svezia. Noi comunque la supportiamo senza se e senza ma.