Non è così raro racconti così profondamente legati con il territorio, con le città in cui sono ambientati e questo ne rispetta i canoni classici. In questo caso si parla di Latina, ovvero l’originaria “Latina Littoria”, orgoglio del fascismo che riuscì a strappare terra alle paludi con le opere di bonifica dell’agro-pontino. Ma non è solo la storia di una città, è la storia di un ragazzo, di una famiglia e dell’Italia tra gli anni sessanta e settanta.
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lunedì 25 luglio 2011
Letture/20
Piccola rubrica di letteratura, senza pretese.
Non è così raro racconti così profondamente legati con il territorio, con le città in cui sono ambientati e questo ne rispetta i canoni classici. In questo caso si parla di Latina, ovvero l’originaria “Latina Littoria”, orgoglio del fascismo che riuscì a strappare terra alle paludi con le opere di bonifica dell’agro-pontino. Ma non è solo la storia di una città, è la storia di un ragazzo, di una famiglia e dell’Italia tra gli anni sessanta e settanta.
Non è così raro racconti così profondamente legati con il territorio, con le città in cui sono ambientati e questo ne rispetta i canoni classici. In questo caso si parla di Latina, ovvero l’originaria “Latina Littoria”, orgoglio del fascismo che riuscì a strappare terra alle paludi con le opere di bonifica dell’agro-pontino. Ma non è solo la storia di una città, è la storia di un ragazzo, di una famiglia e dell’Italia tra gli anni sessanta e settanta.mercoledì 18 maggio 2011
C'hai provato, è andata male.
Caro Gianfranco, passata questa prima tornata elettorale, ti scrivo queste poche righe per rivolgerti un appello, o se preferisci, per offrirti un consiglio.
Ci avevi affascinato un po’ a tutti, quel giorno, a Roma, durante l’assemblea nazionale del PdL, seduto lì, in prima fila a scattare in piedi con il dito puntato contro il palco e gridando l’ormai celebre frase “Che fai, mi cacci?”. Devo ammetterlo, sono stati bei momenti, anche i giorni successivi, dove non c’era trasmissione in cui non fosse presente un Granata, un Ronchi, un Bocchino, un Urso, un Barbareschi. Te lo ricordi, vero? Che bello è stato quel periodo, «una ventata di aria fresca nel panorama politico italiano», si era detto, «sta nascendo la nuova destra italiana». Periodo di scontri feroci, senza esclusione di colpi, soprattutto con chi ti era stato più vicino, con chi aveva costruito insieme a te Alleanza Nazionale, «i colonnelli», Gasparri, La Russa, Matteoli.
mercoledì 16 marzo 2011
Nuove iniziative editoriali
Ieri alle 18 su Facebook è stato presentato il nuovo settimanale di riferimento per tutti quelli che seguivano FareFuturoWeb Magazine. Si chiama il futurista e da quanto detto dal direttore Filippo Rossi avrà anche un'edizione cartacea settimanale ed in abbonamento.
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Il Futurista
sabato 12 marzo 2011
Tanto per parlare d'altro.
Qualche giorno fa chiudeva il sito web della fondazione FareFuturo, il think-thank di Futuro e Libertà. Sul sito appariva uno scarno comunicato del direttore Filippo Rossi in cui si annunciava la chiusura adducendo motivazioni di tipo economico-finanziario.
FareFuturo Web Magazine in effetti aveva vissuto momenti decisamente migliori soprattutto all’inizio dell’avventura di Fli, poi con l’inesorabile piega degli eventi è entrata in una spirale che l’ha portata al peggiore degli eventi che si possono augurare ad un mezzo d’informazione. L’irrilevanza.
mercoledì 2 febbraio 2011
Futuro e Libertà (di ritornare dal Cav.) updated
Mi sembrava doveroso tornare sull'argomento visto che dopo quello che è successo ieri non si è fatta aspettare la risposta dell'interessato.
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